Incontro "Tra humanitas e scientia: il diabetologo di fama mondiale Stefano Del Prato"

Martedì 5 maggio Stefano Del Prato, legato all’Università di Pisa dove è stato professore ordinario di Endocrinologia, e già presidente...

Data Pubblicazione:

28 Aprile 2026

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Ultimo Aggiornamento:

28 Aprile 2026 16:06

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Martedì 5 maggio Stefano Del Prato, legato all’Università di Pisa dove è stato professore ordinario di Endocrinologia, e già presidente dell’EASD (European Association for the Study of Diabetes), incontrerà la cittadinanza dell’alto Sebino e gli studenti delle scuole superiori di Lovere per parlare della sua attività di medico e in particolare dello sforzo personale compiuto per trovare una sintesi tra l’approccio medico scientifico e i modelli di cura suggeriti dalla tradizione umanistica appresa ai tempi della frequentazione del liceo classico Decio Celeri.
Stefano Del Prato si confronterà con il pubblico martedì 5 maggio alle 20,45 nella Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi, 5): la partecipazione è libera e gratuita.
La sua attività scientifica si concentra oggi soprattutto sul diabete mellito di tipo 2 (una malattia che solo in Italia colpisce circa 4 milioni di persone), in particolare sulla fisiopatologia, l’insulino-resistenza e lo sviluppo di terapie innovative. Stefano Del Prato, 74 anni, è considerato a livello internazionale un punto di riferimento nel trattamento e nella prevenzione di questa malattia e ha partecipato alla definizione di linee guida globali per la cura del diabete.
“L’incontro con Stefano Del Prato è stato fortemente voluto dal presidente Graziano Martinelli, che aveva condiviso con lui una parte del percorso di formazione. Dal lavoro di Del Prato – sottolinea Marco Albertario, direttore dell’Accademia Tadini - emerge il rigore della cultura scientifica: ricerca sperimentale, validazione clinica, partecipazione a linee guida internazionali. Tuttavia, la diabetologia è anche una disciplina fortemente “umana”, perché richiede attenzione alla qualità della vita del paziente, alla prevenzione e all’educazione sanitaria. Questo introduce implicitamente una dimensione tipica della cultura classica: comprensione della persona, capacità comunicativa, responsabilità etica. Il medico non si limita a interpretare dati biologici, ma deve anche interpretare bisogni, comportamenti e contesti sociali. In Tadini, espressione della filantropia e del gusto per il bello del conte Luigi Tadini, cercheremo con Stefano Del Prato di capire come queste direttrici abbiano influito sulla sua attività e quali siano le prospettive di sviluppo della medicina moderna, tra approcci definiti olisitici e le necessità imposte dall’iper-specializzazione medicale”. A tutto questo si aggiungono le sfide, etiche e scientifiche, poste dalle nuove tecnologie.
 
 
Testo ed immagine di copertina a cura di Accademia Tadini
Quando
05
Mag/26

Data Inizio Evento: Ore 18:45

Luogo
Sala degli Affreschi dell'Accademia Tadini - Lovere
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